Titolo Proprio: Spipola o Anthus ovvero Florio con vitice (Spipola vulgò. Anthus sev Florus fortè Arist. cum vitice)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A II.227
Collocazione: p. 751
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 9 x 11,7
Tag: uccello , cavallo , ibis ,

Descrizione:

L'illustrazione raffigura un uccello contraddistinto da macchie brune a forma di semiluna, posato su un prato, accanto a una piccola pianta di vitice. Si tratta dell'uccello chiamato da Aristotele Anthus, cioè "fiorito", in riferimento al suo bellissimo aspetto. Teodoro Gaza ne tradusse il nome con Floro, mentre gli uccellatori italiani lo denominavano Spipola, appellativo con il quale indicavano anche altri uccelli, sebbene non appartenessero alla stessa specie.
Aristotele tramanda che fosse della stessa grandezza del fringuello, che vivesse presso fiumi e paludi, dove trovava facilmente il nutrimento, cibandosi soprattutto di vermetti. Lo stesso autore riferisce inoltre che nutrisse un’avversione per i cavalli: veniva infatti scacciato dal cavallo dai pascoli dell’erba di cui si nutriva; non aveva una vista acuta, imitava la voce del cavallo e metteva in fuga l’animale che gli si avvicinava, ma talvolta veniva catturato e ucciso dallo stesso cavallo.
Alberto Magno riteneva che questo uccello, capace di imitare la voce o il nitrito del cavallo e di spaventarlo, fosse sconosciuto in Italia. Presso il medesimo autore e presso Avicenna esso viene chiamato, in forme corrotte, Ybos, Ydos, Ibis, Hyz, Acontis e Accurtis: gli ultimi due nomi sembrano derivare da Anthos, gli altri da hippos, cioè “cavallo”, di cui l’uccello imitava la voce.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

Immagini Interne a confronto
Identificativo Immagine Titolo
48 [1] 18.286 Ibis, Idra e Isida [Ybos; Hydros; Isida]

Immagini Esterne a confronto

Nessuna immagine a confronto